Diritto di Essere in Umbria
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“I richiedenti asilo,rifugiati e i titolari di protezione umanitaria sono figure giuridicamente diverse dagli immigrati stranieri venuti in Italia per motivi di lavoro, studio e ricongiungimento familiare. 12 Dicembre 2011
PROGETTO La Condizione geopolitica 12 Dicembre 2011 ore 9:00 Sala Autonomie a cura del Dott. Matteo Guglielmo
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IL PROGETTO DIRITTO DI ESSERE IN UMBRIA Il Progetto DIRITTO DI ESSERE IN UMBRIA, nasce nel 2005 da un Protocollo d’Intesa tra la Regione Umbria, ANCI Umbria e il Comune di Todi, Perugia, Narni e Terni ANCI Umbria con il Progetto «DIRITTO DI ESSERE IN UMBRIA», ha avviato un percorso per il consolidamento del sistema di accoglienza integrato regionale rivolto ai richiedenti asilo ed ai titolari di permesso di soggiorno presenti sul territorio umbro, con l’intento di continuare a promuovere il dialogo e porsi come strumento per la formazione, lo scambio e la produzione di proposte sul tema dell’integrazione dei cittadini immigrati. “I richiedenti asilo,rifugiati e i titolari di protezione umanitaria sono figure giuridicamente diverse dagli immigrati stranieri venuti in Italia per motivi di lavoro, studio e ricongiungimento familiare.
PROGETTO DIRITTO DI ESSERE IN UMBRIA 2010-2011 Titoli Giornate Formative: - Una giornata di approfondimento sulla medicina tradizionale dell'Africa subsahariana - Una giornata di Formazione sulla figura del mediatore interculturale e sullo stato dell'arte per il riconoscimento della figura professionale Spiegazione: Con il presente progetto s’intende sia continuare con l'approfondimento della legislazione specifica, soffermandoci in particolare sul progetto di riconoscimento della figura professionale del Mediatore Culturale e sull'importanza che essa riveste nel delicato processo di integrazione , che con l'approfondimento della conoscenza degli usi e costumi dei beneficiari soffermandosi sul tema della medicina non convenzionale, soprattutto Africana. Molto spesso infatti gli operatori si trovano a non comprendere il rifiuto di aiuti attraverso la somministrazione di farmaci o le visite di specialisti di medicina cosiddetta convenzionale a favore di pratiche delle quali non comprendono natura e significati. Con queste due giornate formativa vorremmo attivare un primo approccio verso la conoscenza di tali tematiche, consapevoli che , data la complessità e la delicatezza, il tema non può essere esaurito in un solo intervento. Il tema di quest'anno ci suggerisce di coinvolgere nella formazione anche gli operatori sanitari che svolgono attività di mediazione o che si trovano più di frequente a relazionarsi con la popolazione immigrata. Particolare attenzione verrà data alla presenza,nei progetti SPRAR, dei cosiddetti vulnerabili , cioè le persone vittime di violenza o torture, e al problema della loro assistenza medica e psichiatrica. |



